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Viaggio in Sicilia – Strada del vino dell’Etna

Non c’è in Sicilia un paesaggio più suggestivo della zona dell’Etna.

Certo, a dirlo è un  Catanese che vi rivolge tuttavia  l’invito ad una verifica sul campo, senza paura di essere smentito.

Non c’è una stagione o un periodo favorito per visitarla.

Che andiate d’estate o d’inverno vi svelerà suggestioni uniche, accompagnandovi con un susseguirsi di scenari di rara bellezza.

Dalle sagre estive dei fantasiosi comuni della zona, tra I quali ne cito solo alcuni come Zafferana Etnea, Milo, Randazzo, Nicolosi agli impianti sciistici invernali e ai percorsi di trekking sul vulcano.

Il tutto ovviamente completato da un’enogastronomia unica nel suo genere.

etna visto da taormina

photo credits: http://www.flickr.com/photos/imnotquitejack/312871939/

Sicilia Mare e Turismo tra profumi e colori

Se poi volete dedicarvi anche al mare, tutta la costa catanese offre scogliera vulcanica e riserve marine nell’area della Riviera dei Ciclopi, tra Acitrezza (nota per I faraglioni) e Acicastello, fino alle lunghe lingue di sabbia della playa di Catania, a sud della città oppure alla ghiaia nella zona dell’Alcantara, in direzione di Taormina.


Il mare è splendido e refrigerante, grazie ai numerosi corsi di acqua sotterranei che finiscono la loro corsa in mare, come nel caso dell’Alcantara o dello scomparso quanto mitico fiume Aci (Akis).

In estate ovunque profumo di zagara e di agrumi proveniente dai numerosi agrumeti che scendono dalle pendici fino alla costa e a maggio le ginestre dell’Etna colorano di giallo il panorama tipicamente vulcanico, trasformando la sabbia nera quasi in una distesa di luce, intercalata da tipiche costruzioni in pietra vulcanica chiamate “palmenti” a volte fattorie o aziende agricole.

Ancora non vi basta, volete dedicarvi all’arte e alla cultura? Siete in Sicilia, dal Teatro Greco di Taormina fino al Barocco di Acireale e alla splendida Catania, non avete che da scegliere, e se avete più tempo potete spingervi a sud nel Siracusano, terra del Moscato di Siracusa a molti sconosciuto per la scarsissima quantità di produttori a lavorarlo.

Cercando una citazione letteraria che rafforzasse la descrizione che vi ho proposto della mia terra sono rimasto sconcertato da tanta similitudine con quanto di seguito vi riporto : “La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo…

Ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un’estremità all’altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura”. (da Viaggio in Sicilia, 1885 di Guy de Maupassant). Davvero incredibile, ricalca esattamente quanto vi ho introdotto poco sopra, ma certamente molto più autorevole la voce di questo fine letterato francese.

Probabilmente nel 1885 De Maupassant non ebbe l’opportunità di attraversare il Parco Naturale dell’Etna sulla famosa “Littorina”, un treno che attraversa la zona dell’Etna toccando I comuni più caratteristici di quest’area e che vi consiglio di prendere per visitare la zona.
Ma andiamo per ordine, tralasciando la fascia costiera e addentrandoci sull’Etna e aiutandoci con una cartina geografica.

Viaggiando intorno all’Etna

Da Riposto, nell’area costiera, ci si addentra verso la parte montana dell’Etna  seguendo l’itinerario B – “La Maremonti” della Strada del Vino dell’Etna attraversando I comuni di Giarre fino alle alture di Milo, con dei paesaggi straordinari su Catania e se il vulcano è in eruzione non mancate di passarci di sera per vedere le rosse lingue di fuoco che si diramano dalle bocche aperte, fino a Santa Venerina dove incontrerete la cantina Murgo che ha tentato la spumantizzazione del Nerello Mascalese con metodo classico.

Se invece salite da sud, da Catania, è conveniente iniziare da Belpasso con l’itinerario A – “La via della Zagara” che si conclude a Zafferana Etnea (punto perfetto per raggiungere il famoso rifugio “Sapienza” e salire fino al punto più alto del vulcano). Assolutamente merita una visita Viagrande dove troverete tra l’altro, l’azienda Benanti, fiore all’occhiello della produzione etnea.

Il percorso C invece “dei Castelli” lambisce il parco  dell’Etna  da sud a nord partendo da S.Alfio, fino a Randazzo e Bronte attraverso paesaggi naturali incredibili e lussureggianti boschi.

In questo itinerario passerete vicino a castagni secolari, “il castagno dei cento cavalli”, dove mio padre mi portava sempre da bambino e di cui ho ricordi particolarmente intensi.

Ancora una sosta da non perdere a Linguaglossa è l’azienda vinicola Gambino, una delle poche a risiedere sulle alture dell’Etna all’interno del Parco. Verrete ospitati magistralmente in una veranda con una vista mozzafiato sui vigneti e sulla costa antistante degustando I loro prodotti vinicoli e non solo.
Infine se volete fare il famoso giro in littorina (servizio della circumetnea), non vi resta che recarvi a Riposto e salire sul treno che vi condurrà fino a Randazzo attraversando vigneti, campagne e boschi.

Volendo completare l’immersione siciliana in un coinvolgimento di tutti I sensi non mancate di accompagnare il vostro viaggio con una colonna sonora tipica con l’incantevole voce di Rita Botto che in un brano Stranizza d’Amuri scritto da Franco Battiato (autoctono anche lui) dipinge in musica un quadro paesano con la littorina sullo sfondo.

cartina satellitare etna

Per maggiori dettagli sulla Strada del Vino dell’Etna vi rimando al loro sito dove troverete le aziende lungo il percorso e soprattutto gli approfondimenti per raggiungere gli itinerari e I possibili punti di pernottamento. Ci sono infatti svariati Agriturismi che offrono ospitalità a prezzi convenienti.

Il Vino Siciliano dell’Etna

Veniamo infine al tema principale di questo articolo, ovvero il Vino. Bello il paesaggio, I profumi, I colori… ma il vino?  Siamo nella doc Etna istituita nel 1968 (in Agosto per l’esattezza). La zona è quella attraversata dagli itinerari che ho citato precedentemente e nella doc si producono Etna Rosso, Etna Rosato, Etna Bianco e Etna Bianco Superiore.

I vitigni ammessi dal disciplinare, per I rossi sono : Nerello Mascalese (minimo 80%) e Nerello Mantellato (max 20%), stesse percentuali per i rosati, mentre per i bianchi abbiamo ammissibili il Carricante (min. 60%), Catarratto Bianco comune e/o lucido (max 40%), trebbiano e/o Minnella bianca (5-10%), stessa configurazione per il Bianco Superiore.

Le gradazioni alcoliche minime per la bacca rossa sono 12.5 e minimo 11.5 per il Bianco e 12 per il Bianco Superiore.

Il Nerello Mascalese è il vitigno principe della zona dell’Etna.

Parte fondante dei rossi della DOC, non ha una origine certa.

Nell’area di Mascali alcuni viticoltori lo selezionarono per la loro produzione acquisendo il nome appunto di Mascalese.

Dal Nerello provengono vini eleganti, capaci di resistere ad un invecchiamento medio. I sentori caratteristici sono di frutti rossi, intensi sentori di viola e spezie. Qualcuno azzarda similitudini con il Pinot Noir, magari è un interessante prova da fare con I vostri colleghi o amici.

Il Nerello è presente in Sicilia anche in altre DOC, basti pensare alla DOC Faro nel Messinese.

Passando alla bacca bianca, il Carricante è il simbolo della viticoltura etnea. Autoctono, di origini antichissime, sembra sia stato selezionato dai viticoltori di Viagrande. Il nome origina dalle abbondati rese per pianta “Carriche” per l’appunto.

Viene vinificato in purezza e con altre varietà come nel caso della doc etna, insieme al catarratto. Si caratterizza per una spiccata mineralità ed acidità con sentori di anice, frutta bianca e zagara. Ha una buona propensione all’invecchiamento.
Due parole sulla Minnella che è un vitigno caratteristico del Vulcano. Autoctono, la Minnella si coltiva in Sicilia soltanto in questa zona e viene impiegato nella produzione del Bianco e del Bianco Superiore. Prende il nome dalla forma del suo acino allungato che I viticoltori siciliani assimilavano ad una “Minna”, ovvero ad un seno.

Talvolta vinificato in purezza, produce un vino fresco con sentori di frutta candita, miele, anice.

Trasportando tante nozioni a tavola, l’Etna Rosso è ben abbinabile ai piatti a base di carne tipici del catanese come ad esempio il “Fassu Mauru” ovvero il falso magro che è un involtone di carne ripieno di uova, broccoli e macinato stracotto rigorosamente in pentola con il pomodoro.

Per I bianco, al di là dei piatti a base di pesce, azzarderei un abbinamento con la pasta con I  “broccoli affucati” ovvero il cavolfiore ridotto in tegame con vino e rosolato nell’olio aglio e olive nere. Ancora il Bianco superiore con una “Sarda Baccaficu”.

Il rosato toglie d’impaccio con una proposizione a tutto pasto.

Per concludere lasciamoci con una nuova citazione : “L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto”,  cosi scriveva Goethe riferendosi alla mia, anzi ormai nostra meravigliosa isola…  e ricordate che I Catanesi approcciano l’Etna con un grande rispetto e devozione perchè “a Muntagna”, come la chiamiamo, è la nostra madre tumultuosa e protettiva.

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6 Commentsto Viaggio in Sicilia – Strada del vino dell’Etna

  1. AlessioE scrive:

    Ma sei un mito! Complimenti per la competenza (da ingorante prendo per buone tutte le info che hai dato :) ) ma complimenti anche per come scrivi e come hai composto ed organizzato il tutto.
    Colleziona un bel pò di articoli e tra qualche anno li raccogli in un bel libro.
    Mitico!

    P.S. Ma non hai pensato a farti un blog tuo?

  2. Gioacchino Caprera scrive:

    Articolo scritto con il cuore e con competenza. Antonio riesce a ben rendere le sensazioni uniche che si provano visitando quelle terre (da buon conterraneo condivido tutto…). Bravo Antonio! Ora ti aspetto ad una prova analoga ma giocando “fuori casa”…. ad altiora!

  3. Siretta scrive:

    Curioso, ho programmato da tempo un weekend proprio sull’Etna a inizio maggio e cosa ti trovo? Che il mio amico e collega sommelier Antonio Sapienza mi spiana la strada con dritte preziose e condite con quel sesto senso siciliano che mi squaglia l’animo (e lui lo sa). Grazie Antonio! Ottimo articolo!

  4. Massimiliano scrive:

    Grazie Antonio, ci hai fatto venir desiderio di un bel viaggio in Sicilia e una gran voglia di assaporare ciò che la tua bella terra produce. Un articolo bello e ‘stuzzicante’.

  5. […] del Barolo e dei Grandi Vini di Langa, la Strada dell’Olio e del Vino del Montalbano e infine la Strada del vino dell’Etna. Salvato nella categoria: VinoTags: enoturismo, LA PRIMA STRADA PONTINA DEL VINO, Roberto […]

  6. […] http://www.fisarlatina.it/2010/03/04/viaggio-in-sicilia-%E2%80%93-strada-del-vino-dell%E2%80%99etna/ 0.000000 0.000000 Escrito en Sicilia. Etiquetas: 2010, Etna, Milo, ruta, Sicilia, vino. Deja un Comentario » […]

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