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L’ENOTURISMO e La Prima Strada Pontina Del Vino

L’ENOTURISMO PIACE SEMPRE DI PIU’

Le mete preferite dagli enoappassionati sono la Toscana, il Piemonte e il Veneto. Anche la provincia di Latina fa registrare un aumento

Quello gastronomico è l’unico settore del turismo italiano che tira. Secondo il Rapporto annuale n. 8 “Osservatorio sul turismo del vino in Italia” realizzato dal Censis Servizi Spa, l’anno passato ha fatto registrare una crescita del 20% rispetto al 2008.

Una performance che ha interessato anche la provincia di Latina.

Almeno, stando a quanto dichiarano i produttori. A loro dire, negli ultimi anni sempre più turisti scelgono le campagne pontine e le cantine locali come meta delle loro micro-vacanze e dei loro weekend.

enoturismo la prima strada pontina del vino

foto credits: http://www.sxc.hu/profile/stuart_sjb

Ed ecco perchè alcune cantine, oltre che negli appuntamenti tradizionali, quali Cantine Aperte, Benvenuta Vendemmia e Novello in Cantina, tre manifestazioni organizzate dal Movimento del turismo del vino, e nelle ricorrenze (feste natalizie e pasquali), aprono le porte ai turisti anche la domenica.

Tornando al Rapporto dell’Associazione “Città del vino”, le mete preferite dagli enoappassionati la Toscana, visitata dal 44% dei turisti, e il Piemonte (20%); seguite dal Veneto che con il 12,5% delle preferenze supera l’Umbria (9,2%) e la Puglia (7,3%); in ascesa anche Trentino Alto Adige e Sicilia, mentre Marche e Calabria risultano in flessione. In particolare, il 62% delle cantine oggetto della ricerca ha visto aumentare il numero di visitatori, sempre più attratti dalle degustazioni (93,5%), dalle visite delle cantine (85,8%) e dalla vendita diretta dei vini (57,4%).

Si tratta di un turismo praticato per lo più dagli over 30 (40%) e dai giovani al di sotto del 30 anni (30%).
“Tuttavia – sottolineano i ricercatori – degli oltre 20 milioni di italiani che nel 2009 hanno fatto attività turistiche legate all’enogastronomia – visite a cantine (13 milioni), vigneti (12 milioni), percorsi lungo le strade del vino (8 milioni), frequentazioni di ristoranti in base alla varietà dei vini (5 milioni), partecipazione a sagre enogastronomiche (17 milioni) – solo 2,6 milioni, si autodefiniscono “turisti del vino”, un’autorappresentazione di sé considerata ancora come elitaria e riferibile solo agli esperti di vino.

Tra questi, il 71,8% (circa 1,7 milioni di italiani) ha viaggiato alla scoperta del vino almeno una volta nel 2009, 2 su 3 con una frequenza tra 1 e 3 viaggi e una minoranza più di 3 volte l’anno (5,1%).

Ma si stima che tra le persone che non hanno mai fatto un’esperienza di turismo enogastronomico, siano quasi 3 milioni coloro che vorrebbero farla in futuro”.

IL PUNTO

“PIU’ FONDI E SCELTE ADEGUATE PER IL SETTORE”

Se quello enogastronomico è la principale voce di stabilità dell’intero comparto del turismo italiano – sottolinea il presidente dell’Associazione “Città del Vino”, Giampaolo Pioli – ed è capace di portare vantaggi a tutti, dalle aziende alla ristorazione, dalla ricettività ai grandi e piccoli comuni, è evidente che il settore ha bisogno di più attenzione, ma a tutt’oggi i fondi destinati continuano a scarseggiare.

E’ necessario . conclude – fare sistema, con strategie di marketing territoriale ed interventi finanziari mirati, per affrontare le sfide della competitività e sviluppare il ruolo dell’enoturismo a vantaggio delle economie locali”.

L’INIZIATIVA

DA CORI PARTIRA’ LA PRIMA STRADA PONTINA DEL VINO

L’anno passato è sorta la prima strada del vino della provincia di Latina.

O meglio, si è costituito il comitato che dovrà realizzarla.

Di questo comitato fanno parte:

l’Azienda agricola biologica Marco Carpiteti di Cori,

l’Azienda agricola Sant’Andrea di Borgo Vodice,

la Cantina sociale “Terre d’Astura” di Borgo Santa Maria,

Villa Gianna di Borgo San Donato,

l’Azienda agricola Casale del Giglio de Le Ferriere,

la Cooperativa Cincinnato di Cori,

la Cooperativa Agricola Colle San Lorenzo-Pietra Pinta di Cori,

l’Azienda agricola Donato Giangirolami di Borgo Montello,

Fratelli Izzi di Fondi,

l’Azienda agricola Ganci&Milone di Latina e l’Aspol (Associazione provinciale produttori olivicoli di Latina).

“Le strade – recita la legge – sono percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, caratterizzati dalla presenza di vigneti e cantine di aziende agricole, singole ed associate, aperte al pubblico, ovvero di oliveti e frantoi, di aziende di produzione dei prodotti agroalimentari tipici e tradizionali regionali nonché di attrattive culturali, naturalistiche e storiche”.

In Italia se ne contano 140 e sono 1.300 i comuni attraversati da questa rete capillare, che comprende quasi 400 denominazioni territoriali di vini, oltre 4.000 ristoranti, quasi 33.000 prodotti vitivinicoli e più di 3.300 cantine.

Di queste 140 Strade del vino 69 hanno un sito web.

Il migliore sito, per forma e contenuti, è la Strada del Sagrantino, seguito dalla Strada del Franciacorta, la Strada del Barolo e dei Grandi Vini di Langa, la Strada dell’Olio e del Vino del Montalbano e infine la Strada del vino dell’Etna.

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