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Mangiare all’aperto

Il terzo volume della guida “Osterie d’Italia” pubblicato insieme alla rivista Bell’Italia

ECCO DOVE MANGIAR BENE ALL’APERTO

mangiare allaperto i ristoranti segnalati da slow food nella provincia pontina articolo fisar

Sei i ristoranti della provincia di Latina segnalati dagli esperti dello Slow Food per pranzare o cenare sotto le stelle, davanti a un bel panorama.

In tanti locali della provincia di Latina si può mangiare all’aperto.

Gli esperti dello Slow Food ne segnalano sei sull’ultimo dei tre volumi di Osterie D’Italia,  che come i due precedenti testi, è stato allegato alla rivista Bell’Italia.

Eccoli:

  • Da Zampi di Cori;
  • Il Gatto&La Volpe di Formia;
  • Sirio di Formia;
  • La Cantinella Gaetana di Gaeta;
  • Il Giardino di Ventotene;
  • Saint Patrick di Terracina;

Dunque, solo uno di questi sei ristoranti si trova in montagna, per la precisione sui Monti Lepini.

E proprio dalla descrizione di questo comprensorio partono gli esperti dello Slow Food per presentare Da Zampi: “Il fresco clima dei Lepini, come le cime dei monti Sempreviva e Lupone, ricchi di boschi e di prati, sono ideali per il trekking, per gli sport montani o semplicemente per qualche passeggiata nella tranquillità della natura, lontani dai rumori e dello stress cittadino.

Se vi trovate in zona –  consigliano i redattori della guida – non disdegnate una visita alla bella Cori, ricca di siti archeologici di rara bellezza e di una tradizione gastronomica di tutti rispetto”.


Tradizione gastronomica che si trova tutta Da Zampi: il prosciutto e il guanciale cotti, ossia lasciati macerare nel vino e nel fieno, le fettuccine  ai funghi porcini e ai galletti, gli spaghetti agli asparagi selvatici, la scafata (piatto tipico primaverile a base di fave fresche, patate e carciofi), la minestra di verdure, la coratella d’abbacchio, l’abbacchio al forno, l’agnello a scottadito, lo stinco di vitello, la cicoria di campo al tegame, i formaggi di pecora e tutti i dolci tipici locali, come le ciammelle scotolate. Il tutto ovviamente annaffiato dai tanti vini della Cori doc.

Anche per quanto riguarda le isole pontine viene segnalato un solo locale: Il Giardino, appunto.

“Protetta dal turismo di massa, l’isola di vendetene – scrivono gli esperti dello Slow Food – conserva scorci di vita  vera, lontana dal caos estivo  e scandita da un’agricoltura difficile, che regala prodotti eccellenti: cipolla rosa, erbe aromatiche, ortaggi e frutti pieni di sole. Gli isolani – continuano i redattori della guida –  si conoscono tutti, e sanno a che rivolgersi per avere materie prime di prim’ordine: ecco la filosofia  che anima il lavoro della famiglia Impagliazzo, custode di ricette dai sapori semplici  che da trent’anni propone agli ospiti del proprio locale.

Mamma Candida in cucina è una certezza, mentre papà Giovanni, in sala spiega, consiglia e sfiletta con maestria  il pesce sempre freschissimo.

Coadiuvato dalla figlia Anna, da anni impegnata nell’attività di famiglia.

Non aspettatevi una cucina  fatta esclusivamente di pesci pregiati e preparazioni crude, al contrario preparatevi ai tanti piatti che prevedono ingredienti dell’orto”.

Tra quest’ultimi, Il Giardino propone la zuppa primaverile di fave, la cianfotta (zuppa di melanzane, peperoni, patate, pomodori, cipolla ed origani, i fiori di zucca ripieni di pecorino e ricotta, la zuppa di lenticchie locali. Circa i secondo, il menù de Il Giardino prevede i paccheri pomodoro e scorfano, le linguine al dentice, il trancio di ricciola all’acqua pazza, il pesce spada alla griglia e l’aluzza (il cicerello) con melanzane, mozzarella di bufala e acciughe.

I MENU’

TANTE LE PROPOSTE SIA A BASE DI CARNE CHE DI PESCE

Gli altri quattro ristoranti del “mangiar bene all’aperto” segnalati da Osterie d’Italia si trovano nelle principali città costiere della provincia di Latina: due a Formia ed uno a Gaeta e  Terracina.

E non a tutti e quattro si mangiano piatti a base di pesce.

Anzi, il Saint Patrick di Terracina  propone solo ricette a base di ortaggi e carni: bruschette con lardo, fegatini, burro e alici o ‘nduja, il cosciotto di agnello marinato, la torta di melanzane e groviera, gli gnocchetti al pesto, la lasagna estiva (di sole verdure), gli involtini di melanzane ripieni e diverse zuppe(di fagioli, all’acqua pazza, di ceci e radicchio e la vellutata di zucca), spezzatino di bufala con patate, spuntature di maiale e cinghiale in salmì.

Sirio di Formia, invece,  propone sia piatti a base di pesce, come il polpo affogato, l’insalata di gamberi e sconcigli, i calamari al pomodoro, gli spaghetti alle cozze, le linguine alle pannocchie e trancio di pesce serra alle olive,  che piatti a base di carne, come i tortiglioni al ragù toscano, rigatoni al sugo d’arrosto, arista di maiale e bocconcini di vitellone.

Invece, sono quasi tutte ricette a base di pesce quelle dei ristoranti Il Gatto&La Volpe di Formia e La Catinella Gaetana di Gaeta.

Il primo serve alici marinate, capetroccole fritte, cicinielli gratinati, polpo e patate, le spaccatelle con sconcilgi, le linguine con capetroccole e olive, i tagliolini con baccalà e marzolino, gli involtini di pesce spada, i calamari imbottiti e il baccalà in zuppa o fritto; il secondo l’insalata di polpo, i tocchetti di tonno fresco, i bocconcini di rana pescatrice, le seppie stufate, la calamarata al nero di seppia o con ragù di pesce, le linguine ai ricci di mare e mentuccia fresca gli schiaffoni con calamari e pistacchi freschi, il trancio di ricciola in salsa di zafferano e porro fresco, il rollè di cernia con spagnoletta (pomodoro tipico di Gaeta).

IL PUNTO

“DALLA GUIDA L’ISPIRAZIONE PER UNA GITA FUORI PORTA”

Molti sono i locali – scrive Emanuela Rosa- Clot, direttrice di Bell’Italia, nella presentazione del terzo volume di Osterie d’Italia – dove si può mangiare anche all’aperto: in questo terzo volume, in particolare, abbiamo selezionato quelli dove vale la pena andare di primavera, per pranzare o cenare sotto le stelle, magari di fronte a un bel panorama o sotto un pergolato.

Così, con questa guida, potete ispirarvi per un gita enogastronomia fuori porta, in tutte le regioni d’Italia”

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