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Reggia dei Volsci La Reggia del gusto lepino

Prosciutto di Bassiano, tartufo di Carpineto, paste fatte a mano, carni di maiale nero, mozzarella e carne di bufala, abbacchio lepino, formaggi ovi-caprini e dolci di Cori e di Sezze: sono questi e tanti altri prodotti tipici che Antonella usa ai fornelli per preparare i piatti del  menù della Reggia dei Volsci, il ristorantenoteca sorto sotto il vecchio palazzo Aldobrandini di Carpineto Romano.
Piatti della tradizione del territorio, ma anche ricette rivisitate e nuove che fanno di questo locale il tempio della cucina lepina.
Un menù che si rinnova con le stagioni: per esempio, in questo periodo sono diversi i piatti fatti con le castagne di Carpineto e i funghi raccolti nelle campagne circostanti.

Lunga la lista dei primi: gnocchi a “coda de soreca” con speck di bufala e pachino, paccheri con cavolfiore, pinoli e uva sultanina, fazzoletti ai funghi porcini, polenta con spuntature, salsicce e broccoletti, zuppa da fagioli e funghi, chiacchiere con ragù di cinghiale e risotto con la zucca e crema di gorgonzola.
Ma più ricca è la proposta dei secondi: abbacchio scottadito con salsa piccante, filetto di maiale nero con castagne e finocchio selvatico, tagliata di bufala marinata alle erbe selvatiche, maiale in agrodolce, spezzatino di bufalina al prosciutto di Bassiano, brasato al Cesanese del Piglio, filetto di bufala alla griglia, carpaccio di bufalina con rughetta e cinghiale in umido.
Quattro i contorni: patate croccanti con scalogno al forno, broccoletti piccanti saltati in padella, lollo, rughetta e pachino e catalogna con purea di fave. Infine, oltre ai dolci secchi di Cori e Sezze, vengono proposte  la soffiata di ricotta, il castagnaccio, le crespelle di castagne con ricotta e cioccolato fondente, la vellutata di castagne e cioccolata al cucchiaio e la sbriciolata di frolla con crema e frutta fresca.
Il tutto accompagnato dai vini di Cori, dell’Agro Pontino, di Velletri e del Piglio. Aperto un anno e mezzo fa, il ristotantenoteca si trova nella zona più alta del centro storico carpinetano. E’ stato ricavato nel seminterrato del palazzo Aldobrandini che ospita nel “piano nobile” il museo che porta lo stesso nome del ristorante.
Le nove sezioni del museo sono articolate su argomenti tematici d’interesse territoriale  illustrati con l’ausilio di pannelli, foto e grafici, in maniera  interdisciplinare.
Oltre alla cucina, un’altra caratteristica della Reggia dei Volsci è l’arredamento: mobili realizzati con materiali poveri e di recupero.
Un lavoro di ricerca, prima, e fatto dopo da Luca, “l’artigiano” del locale. Gli eventi, invece, sono curati da Catia, la moglie-pittrice di Luca (Antonella è la sorella).
Sì, la Reggia dei Volsci è anche un centro di promozione culturale del territorio: mostre, concerti, attività ludiche per bambini e  incontri con gli scrittori sono abitualmente organizzati dai gestori. Attualmente si sta svolgendo un corso di avvicinamento alla conoscenza del vino tenuto dalla condotta Slow Food di Colleferro.

LA GUIDA

SEGNALATO DA “OSTERIE D’ITALIA” DELLO SLOW FOOD

Il ristorantenoteca “La Reggia dei Volsci” è segnalato da “Paesi online”, sito d’informazione su tutti i comuni italiani e le loro manifestazione e strutture ricettive, e dalla “Guida d’Italia” che fornisce gli indirizzi di hotel, alberghi, ristoranti, agriturismi, bad and breakfast e campeggi del Belpaese.
Inoltre, è stato inserito nell’ultima guida “Osterie d’Italia” dello Slow Food. Ecco come viene presentato il locale: “Nella splendida cornice dei Monti Lepini, Carpineto Romano è il luogo ideale per passeggiate tra i faggeti del Monte Capreo e della Semprevisa.
Qui, nello storico palazzo Aldobrandini, su una rupe a strapiombo sul paese, ha sede il caratteristico ristorante dove Catia Briganti e Luca Milana, due dei gestori, hanno arredato le quattro stanze con tavoli ricavati da vecchie spianatore e antichi portoni, lampade e opere realizzate con materiale di recupero.
Antonella invece è ai fornelli, dove coniuga tradizione e innovazione con prodotti dei Monti lepini, tutte le paste sono fatte a mano”.

IL PIATTO

GLI GNOCCHI A “CODA DE SORECA”

A “coda de soreca” perché la loro forma ricorda la coda del topo. Li chiamano anche  gnocchi lunghi ed  è una pasta fatta a mano, preparata con acqua e farina.
Tipici di Carpineto, hanno uno spessore come un bucatino e sono identici ai mazzalaccardi, pasta tipica di Bassiano. Invece, i cecapreti di Sonnino e di Roccasecca dei Volsci e gli strozzapreti di Maenza sono più corti e più consistenti.
Vengono conditi in tanti modi: con il sugo di carne di cinghiale, con i funghi, con il tartufo e all’amatriciana.
Alla Reggia dei Volsci li preparano con un sughetto di pomodori Pachino, speck di bufala e un po’ di peperoncino.

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