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L’OPPIDUM E’ UN VINO “SLOW”

Qual è il vino “slow” della provincia di Latina? E’ l’Oppidum Moscato di Terracina secco della cantina Sant’Andrea di Borgo Vodice.

Secondo la guida “Slow Wine – storie di vita, vini, vigne in Italia ” dello Slow Food, sono vini slow quelle “bottiglie che, oltre a una qualità organolettica eccellente, riescono a condensare nel bicchiere caratteri legati al territorio, storia e ambiente”.

Così viene descritto l’Oppidum della Sant’Andrea dagli esperti della Slow Food: “Dalle nostre degustazioni emerge la grande piacevolezza di questo vino, contraddistinto al naso dal timbro aromatico del moscato a cui fa seguito la sensazione asciutta in bocca.

Una Bottiglia ricchissima di personalità, che ben interpreta il territorio di Terracina”. Invece, Gabriele Pandolfo e il figlio Andrea, presentano il loro “gioiello” sottolineando che il “suo intenso e fine profumo lo rendono adatto ad accompagnare piatti a base di pesce elaborati, fritti misti e antipasti di mare”.

E’ anche un eccellente aperitivo.
Ha un colore giallo paglierino carico con lievi riflessi dorati e i suoi profumi, intensi sono quelli caratteristici del vitigno da cui proviene, con note di frutta tropicale, rosa appassita e albicocca. In bocca, invece, è ricco, pieno ed equilibrato, con un sapore retroolfattivo che finisce con note di mandorla amara.

Non solo l’Oppidum è l’unico vino “slow” della provincia, ma la Sant’Andrea è la sola cantina pontina a essere stata segnalata da questa guida. Cantina, tra l’altro, contraddistinta con la “chiocciola”, simbolo che viene assegnato a quelle aziende che interpretano valori territoriali, organolettici, ambientali ed identitari in sintonia con Slow Food. “L’azienda – scrivono gli esperti dello Slow Food – svolge la sua attività su tre vigneti differenti.

Il primo e il secondo si trovano in prossimità della cantina e sorgono in pianura su terreno sabbioso. Qui vengono allevate le varietà trebbiano, malvasia e principalmente le uve merlot e sangiovese per i rossi. Il terzo vigneto, affascinante, recuperato con fatica sulle colline di Terracina e lavorato completamente a mano, sorge su terreno argilloso ed è dedicato in prevalenza al moscato di Terracina”.

Altre due vini prodotti da Gabriele Pandolfo e il figlio Andrea, vengono in particolare presentati: il Circeo bianco Dune 2008 e Circeo rosso Sogno 2007. Il primo, ottenuto con uve malvasia e trebbiano, “è una veresione molto risucita, grazie al breve passaggio in legno si fonde l’aromaticità della malvasia con il trebbiano”; il secondo, ricavato da uve merlot e sangiovese e affinato in barrique per 12 mesi, “regala nuances di frutti rossi in evidenza ben mescolati con le note dolci del legno”.

Slow Wine è la nuova guida sui vini italiani pubblicata dalla Slow Food editore, dopo il divorzio con il Gambero Rosso con cui nel 1987 realizzò la prima edizione di “Vini d’Italia” .

IL PUNTO

“VIGNAIOLI DA PREMIARE”

“Storia di agricoltura sofferta – scrivono gli esperti dello Slow Food – quella dei Pandolfo, che sarebbero da premiare anche solo per la tenacia cin cui hanno saputo ricominciare ogni volta nei diversi insediamenti per i quali la loro travagliata storia li ha portati. Ma ancora di più – continuano gli esperti della guida – è da riconoscere l’orgoglio con cui hanno creduto in un vitigno, il moscato di Terracina, dandogli credibilità a livello nazionale.

Un vitigno e un vigneto, bellissimo, con le sue rocce carsiche incastonate tra i filari, sopra Terracina. Tenacia e orgoglio – concludono- che si rispecchia in una conduzione aziendale sana, pulita e rispettosa del lavoro degli altri”.

LA PRODUZIONE

ALTRE DUE ETICHETTE DI MOSCATO

Oltre all’Oppidum, la cantina Sant’Andrea di Borgo Vodice produce altre due tipologie di vini moscato di Terracina: Templum e Capitolium.

Il primo, dal colore giallo paglierino carico, dai profumi freschi e delicati di frutta a polpa gialla e tropicale, dattero e albicocca e dal sapore amabile, caldo e armonico, viene consigliato di berlo abbinato con la frutta e i dolci secchi, ma anche, visto che fra poco arriveranno le feste natalizie, con il pandoro e il panettone e con altri dolci tipici di queste feste, come il pangiallo di Carpineto Romano e la bolognese di Bassiano.

Il secondo, invece, è un passito, un vino da dessert, da gustare in “dolce” compagnia.
Le sue uve, selezionate durante la raccolta, vengono lasciate sulla pianta (i grappoli più belli e più spargoli) e una volta sovrammaturate vengono poste in piccole assette ad appassire per oltre due mesi. Il passito che vi si ricava è dolce e vellutato, con una buona struttura.

Con la uve moscate di Terracina, infine, l’azienda di Borgo Vodice produce, infine, due spumanti: l’Oppidum secco e il Templum amabile.

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