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Carrube il riscatto del passato

carruba-imgA Eataly vanno a ruba.

Anche perché si trovano solo lì.

E’ vero infatti che le carrube non hanno mai avuto uno sviluppo commerciale, ma è altrettanto vero che sono letteralmente sparite dalle feste paesane e dai mercati rionali, dove in passato non mancavano mai. Lì, a Roma, nel più grande luogo al mondo dedicato alle eccellenze agroalimentari italiane, le manda una giovane imprenditrice di Sonnino.

«Vendo un’emozione, un ricordo» afferma.

Lei, Lucia Iannotta, titolare dell’omonima azienda agricola, l’ha riscoperte e rilanciate per caso. La sua azienda infatti produce olio e olive da mensa.

All’inizio utilizzava le carrube, raccolte dagli alberi sparsi tra i suoi quindici ettari di uliveto, per ornare il proprio punto vendita ubicato all’interno del suo stesso frantoio e gli stand delle fiere italiane cui partecipava.

Ebbene, erano quelle che attiravano e tiravano di più. Insomma, erano un ottimo veicolo di promozione degli altri prodotti. Chi non le conosceva chiedeva di assaggiarle, chi le conosceva se le faceva donare per riassaporare un ricordo. Sì, il cibo è ricordo, in particolare quando si tratta di prodotti e piatti di un territorio.

Quindi, quando li mangiamo, mangiamo anche la storia che portano dentro. E le carrube sono davvero ricche di storia. Non solo, ma esse stesse sono un ricordo, come sostiene per l’appunto la giovane imprenditrice sonninese.

Sono un ricordo dei palati delle vecchie generazioni. Ecco, per soddisfare proprio questi palati, e viste anche le tante richieste, che lei a un certo punto ha iniziato a commercializzarle.

Le vende nel negozio dell’azienda e a Eataly, confezionate in buste di cellophane ben sigillate, con un’etichetta semplice ma raffinata.

Colpisce già il loro packaging. In passato, le popolazioni dei Monti Lepini e Ausoni si alimentavano anche con le stesse carrube e con tutti i frutti ormai dimenticati, come le sorbole, i corbezzoli, le melagrane, l’uva spina, le nespole e le giuggiole.

Originario dell’Arabia e diffuso nelle regioni mediterranee più calde, il carrubo è una pianta sempreverde, molto imponente (raggiunge anche i dodici metri).

Di colore verde chiaro, i suoi frutti, maturando, diventano marrone scuro. Simili al baccello del fagiolo, sono però molto più grandi. A differenza degli altri legumi, le carrube contengono prevalentemente carboidrati.

Il loro sapore ricorda quello del cacao: per questo sono considerate il suo migliore sostituto. Sono ottime da consumare quando si ha voglia di dolce e non si vuole fare il pieno di grassi e calorie.

Dalla loro polpa essiccata, tostata e macinata si ricava una farina, che viene utilizzata nella preparazione di svariati dolci.

LA RICETTA

TORTA CON FARINA DEL DOLCE LEGUME

Ingredienti:

  • 300 gr farina di carrube
  • 300 gr farina
  • 15 gr zucchero
  • 60 gr burro
  • 70 ml d’acqua bollente
  • 130 ml di latte con limone
  • 1/2 cucchiaino di lievito
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato

Dopo aver lavorato con una frusta lo zucchero e il burro, sciogliere la farina di carruba nell’acqua bollente e aggiungerla insieme a tutti gli altri ingredienti.

Cuocere in forno a 160°C per 30 minuti. Una volta cotta la torta, lasciarla raffreddare, tagliarla poi a metà e farcirla con crema pasticcera. Infine, decorarla con fiocchetti di panna e granelle di nocciole o scaglie di mandorle.

Come sommelier io posso solo consigliare un passito della nostra zona il moscato oppure una vendemmia tardiva che riesce ad esaltare i profumi delle carrube

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