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Vino

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Che cosa è il Vino

vino

vinoMi è stato chiesto parla del vino. Ho risposto sicuramente si, ma al momento che mi sono messa sul computer le dita sono rimaste bloccate, da cosa cominciamo, è talmente ampia la materia che si rimane perplessi.

Il vino è una bevanda, e su questo, probabilmente, siamo tutti d’accordo. Tuttavia non è una bevanda qualunque: il vino ha svolto un ruolo culturale, tradizionale e, molto spesso, rituale nelle società dove era prodotto e si continua a produrre.

Non dimentichiamo che il vino è anche una bevanda popolare, indispensabile al supporto della vita nelle campagne e nelle aree dedite all’agricoltura, questi luoghi da sempre hanno utilizzato questo prodotto e spesso rappresentava molto più di una semplice bevanda, meglio dire “alimento”.

Il vino lo troviamo nei tempi antichissimi, forse nato per un caso, e solo il passare del tempo, le tecniche di vinificazione sempre migliori hanno portato il vino alla qualità di oggi.

Che cos’è quindi il vino? E’ una bevanda che affonda le sue radici nella tradizione e nella cultura, semplice e immediata, oppure una bevanda che si vuole rendere a tutti i costi complicata e distante dalla gente? Per raccontare un vino non si devono necessariamente usare parole “complicate”, comportamenti al limite del ridicolo e ostentare tanta prosopopea.

Il vino è certamente una bevanda complessa, ma nella sua complessità può anche essere estremamente semplice: dipende da cosa si cerca in un calice di vino.

Comunque fino a quando si farà del vino una bevanda complessa, dal punto di vista culturale e informativo, la gente crederà di non essere all’altezza di comprenderlo e quindi guarderà il vino non come qualcosa che piacevole da bere e apprezzare ma una sostanza da tenere a debita distanza senza mai avvicinarsi veramente.

Quindi è giusto dire che le parole sono importanti, e hanno la funzione primaria di rendere comprensibile a tutti un concetto, non di renderlo incomprensibile. Ognuno di noi può, eventualmente, fare finta di capirlo o di usarlo, ma certamente non è la stessa cosa e di certo questo non è utile alla diffusione della cultura enologica.

Perché il vino è cultura.

Se pensiamo un momento, la scelta di un vino esprime sia necessità più basilari sia una gratificazione immediata, e ancor più bisogni più strutturati e razionali.

L’impatto che un vino ha su di noi ha innanzitutto una fisicità immediata, ad esempio alcuni profumi entrano in noi con forza, dando sensazioni nette; se ci pensate un attimo, la forza alcolica si riverbera rapidamente per il nostro corpo, inondandolo.

Altre sensazioni sono più mediate, come la vista del perlage di uno spumante metodo classico, elegante prima per la nostra mente e solo in seconda battuta emotivamente; oppure la particolarità dei tannini, sensazione gustativa certa di momento in momento ma godibile nella sua evoluzione temporale.

Quindi scegliere vini interessanti ed armonici per avere sensazioni che ti donano appieno il piacere è importante e soprattutto appagante.

Parlando di sensazioni aromatiche dobbiamo fare cenno all’aroma dei vini, che è determinato da numerose sostanze aromatiche appartenenti a diverse specie di composti chimici. Ciascuna sostanza contribuisce e partecipa alla complessità aromatica del vino, a seconda della propria volatilità, della propria concentrazione e dei rapporti che contrae con gli altri componenti e con le mucose olfattive nasali.

Il concetto di qualità di un vino è strettamente legato alla sua componente aromatica: per questo motivo essa assume grande importanza in enologia, una parte della quale si occupa specificamente dello studio degli aromi e della loro composizione, ricercando le sfumature odorose esistenti nei vini ed avvalendosi dell’analisi chimica e di quella organolettica.

A volte senza volerlo, mi trovo a dare spiegazioni tecniche e non volendo annoiarvi,come sommelier debbo darvi alcune dritte per degustare un vino, il che significa tradurre tutte le sensazioni percepite in bocca in “parole” e per fare tutto ciò, vi assicuro che non occorre avere delle doti particolari.

L’esame organolettico, consiste nel sottoporre il vino ai nostri sensi, della vista, dell’ olfatto e del tatto, grazie alla sensibilità della lingua e del gusto.

Molte delle sensazioni si chiamano “sapori” perché le sentiamo in bocca, ma in realtà ci vengono dall’olfatto. I veri sapori, ovvero le sensazioni percepite dalle papille gustative della nostra lingua, sono solo quattro: dolce, amaro, salato ed acido.

Tutte le altre sensazioni, sono sensazioni aromatiche che percepiamo attraverso i recettori nervosi presenti nel bulbo olfattivo che si trova sopra la cavità orale.

Quindi tecnicamente chiamiamo “odori”, tutto ciò che facilmente arriva al nostro naso, mentre gli “aromi”, sono profumi che si sentono per via retronasale e sono dati dalle sostanze più pesanti, non volatili, presenti nel vino.

Alla nostra prossima chiacchierata iniziamo la degustazione vera e propria. Preparate un calice a tulipano e vedrete che sarà piacevole seguire le istruzioni per avere la sensazioni piacevole di gustare il vino.