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tradizione di Pasqua nell’agro pontino

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PASQUA, I RITI E L’USANZE PONTINE

A Bassiano, oltre alle bolognese, morbide ciambella che ormai si trovano tutto l’anno si usa mangiare la pizza casata, dolce a base di ricotta, il guanciale e la pancetta.

A Ponza si festeggia con il casatiello e a Formia con la pigna.

Astinenza dai cibi più golosi. Era questo l’obbligo dei cristiani durante la Quaresima.

Insomma, per quaranta giorni, dalla fine di Carnevale alla Pasqua delle Resurrezione,  mangiavano solo di magro: pasta, pane, polenta, ortaggi, minestroni, zuppe di legumi e farinate di fagioli bianchi e pasta.

Potevano consumare anche il pesce, fresco o salato, essiccato o affumicato, come l’aringa.

Aringa, dal sapore forte, stuzzicante, stringata, economica, che “doveva solitamente bastarne una sola per tutta la famiglia, sia che toccasse affumicata o ravvivata ai ferri”.

Sui Monti Lepini, le famiglie più povere la tenevano appesa penzoloni ai legni del soffitto, ad altezza d’uomo, per sfregarla sopra il pane perchè questo prendesse un po’ di sapore.

E non solo sui Lepini, ma in tutte le parti d’Italia durante la settimana della Passione guai a toccare i dolci, che le mamme pontine di una volta usavano preparare, per festeggiare, appunto, le Resurrezione.

L’usanza di fare dolci a Pasqua ancora resiste in provincia di Latina.

A Bassiano, uno dei dolci tipici pasquali è la  bolognese, morbida ciambella che ormai si trova tutto l’anno.

Una ciambella che  sia a Pasqua che a Pasquetta si usa consumare insieme alla pizza casata, dolce a base di ricotta, e al guanciale o alla pancetta.

A Sezze, invece, si fa colazione con il tortolo.

Ma anche con il  ciambellone, la pizza sbattuta e la caciata, dolce a base di ricota uguale alla pizza casata di Bassiano.

A Roccasecca dei Volsci chiamano questo dolce caciatella.

Ecco come si preparano: ricotta, uova, zucchero, cannella e buccia di limone.

Con questi ingredienti si fa una  sorta di crema con cui viene riempita una sfoglia fatta di farina e uova.

Si spolvera con zucchero e cannella, si guarnisce con strisce della stessa sfoglia e si mette a cuocere.

Infine, a Ponza si festeggia con il casatiello (farina uova, zucchero, strutto e lievito), mentre a  Gaeta e Castelforte la fa da padrone la pastiera e a Formia la pigna.

A forma di treccia,  quest’ultima si realizza con un impasto di uova, farina e zucchero, molto lavorato e abbastanza lievitato. Continua a Leggere…